Vomito

Atto riflesso complesso che termina con I' espulsione attraverso la bocca del contenuto gastrointestinale. L’ osservazione delle differenti fasi del vomito, e in particolare delle forti contrazioni diaframmatiche e addominali, permettono di differenziarlo dal rigurgito (riflesso senza sforzo di cibo non digerito). Particolarmente frequente nei carnivori, il vomito può verificarsi in diverse condizioni patologiche digestive (vedi ad es. Gastrite o Gastroenterite, Ostruzione gastrointestinale) o extradigestive (vedi ad esempio Malattie infettive, Peritonite, Piometra).

Oltre alle manifestazioni del vomito propriamente detto (irrequietezza, contrazioni addominali ed espulsione più o meno violenta del vomito), è importante valutare:

  • La frequenza dei conati; se sono legati o no ai pasti e in caso affermativo il tempo che separa l'ingestione e l'espulsione degli alimenti
  • L'aspetto del vomito
  • Gli eventuali sintomi associati per sostenere la

diagnosi eziologica;

  • In caso di vomito incoercibile, la natura e la gravità delle ripercussioni idro-elettrolitiche e acido-base

Sebbene il trattamento debba essere eziologico, è spesso necessario instaurare una terapia sintomatica per limitare gli episodi di vomito ed evitare I'insorgenza di squilibri idroelettrolitici e acido-base. È quindi opportuno mettere a digiuno il paziente per 12-24 ore per poi reintrodurre progressivamente una alimentazione mista e frazionata nell’arco della giornata. Nei casi persistenti, bisognerà attuare una terapia vera e propria in base alla diagnosi del veterinario.


Silvia Bombardi con la revisione di Raffaella Capobianco, Medico Veterinario

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  • Ultima modifica: 2009/10/16 20:03
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