Patologie causate da diete a scarso contenuto di vitamine (Ipovitaminosi)

La somministrazione di diete a scarso contenuto di vitamine possono portare a patologie note come ipovitaminosi. La terapia generalmente consiste nella gestione dei sintomi e nella correzione della dieta. Purtroppo non sempre le lesioni già in essere sono reversibili.

Diversamente dalla maggior parte degli altri mammiferi, i gatti non sono in grado di convertire il β-carotene in vitamina A a causa della mancanza carotenasi intestinale. Per questo motivo, i gatti richiedono una fonte preformata di questa vitamina nella loro dieta. I segni di una carenza di vitamina A nei gatti sono simili a quelle di altre specie, salvo che la xeroftalmia (assenza di lacrimazione dell’occhio), l’ipercheratosi follicolare e la degenerazione della retina sono spesso associati a concomitanti deficit di proteine . Inoltre i gatti nutriti con diete carenti di vitamina A, sono soggetti a congiuntivite, xerosi con cheratite e vascolarizzazione della cornea, degenerazione retinica, fotofobia e rallentamento della risposta pupillare alla luce. Ipovitaminosi A inoltre possono influire sulla fertilità del gatto maschio, provocando sterilità, e nelle gatte in gravidanza possono causare la nascita di gattini morti e anomalie congenite, quali idrocefalo, cecità, sordità, atassia, displasia cerebellare, ernia intestinale. Nei gatti in accrescimento, infine, la carenza di vitamina A può causare una anomala crescita ossea e disturbi neurologici.

I gatti hanno i requisiti relativamente elevato di vitamine del gruppo B nella loro dieta ed è pertanto importante fornire dosi adeguate di queste vitamine.

Carenza di Vitamina B1 o tiamina

La carenza di vitamina B1 o tiamina provoca una sindrome clinica associata a lesioni vascolari e danni al sistema nervoso. La carenza di tiamina può verificarsi nel caso di somministrazione di una dieta a base esclusiva di pesce, dal momento che molti visceri dei pesci di acqua dolce e d'acqua salata contengono tiaminasi, un enzima che può avere un effetto sui livelli di tiamina. I sintomi iniziali di carenza di tiamina appaiono entro 1-2 settimane dall'introduzione di una dieta povera di vitamina B1 e comprendono ipersalivazione, riduzione della ingestione di cibo, pur permanendo l’interesse per lo stesso, perdita di peso, vomito e lieve atassia. Questi sintomi precedono una fase più critica, in cui vi sono gravi disturbi neurologici, convulsioni, midriasi, ipersensibilità della colonna vertebrale, alterazioni cardiache. La fase terminale della malattia è caratterizzata da semi-coma, e, infine, la morte.

Carenza di Vitamina B2 o riboflavina

La carenza di vitamina B2 o riboflavina si manifesta con inappetenza, steatosi epatica (degenerazione grassa del fegato), debolezza muscolare, anemia, tachicardia, cataratta e atrofia testiscolare.

Carenza di Vitamina B6 o pirossidina

La carenza di vitamina B6 o pirossidina secondo alcuni studiosi facilita la formazione di calcoli di ossalati nei reni, mentre al contrario, la sua presenza in sinergismo con magnesio vi si oppone.

I gatti non sono in grado di produrre vitamina D o il suo precursore 7-deidrocolesterolo e pertanto la vitamina D deve essere somministrata con la dieta. La carenza di vitamina D causa un deficit di mineralizzazione delle osse e determina patologie, quali rachitismo e conseguenti deformazioni ossee nei soggetti giovani e osteomalacia, generalmente asintomatica, nei soggetti adulti. Queste patologie sono aggravate se contestualmente si verifica anche un deficit di calcio e fosforo.

Una carenza di vitamina E nei gatti porta a pansteatite felina, cioè una condizione dolorosa causata dall’infiammazione e dalla necrosi del grasso sottocutaneo. Una carenza di vitamina E determina un elevato deposito di pigmenti gialli, detti “ceroidi”, nel tessuto adiposo con conseguente reazione da corpo estraneo. Questa reazione dà origine ad infiammazione e in seguito a necrosi delle cellule di grasso. I sintomi di tale patologia sono inappetenza, dolore alla palpazione addominale, durante la quale possono essere messi in evidenza depositi lipidici granulari o nodulari, vomito e febbre, modificazione del pelo, che diventa rado e ruvido. Il recupero è lento e può richiedere diverse settimane o addirittura mesi di terapia. Inoltre, una carenza di vitamina E in associazione a un deficit di selenio può portare a miopatia da vitamina E, una patologia caratterizzata da debolezza, disfagia, ptialismo, disfonia, andatura barcollante, difficoltà ad alzarsi da una posizione supina e l'incapacità di alzare la testa. Questa patologia può essere causa di morte improvvisa nei cuccioli appena nati.


Silvia Bombardi

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  • Ultima modifica: 2009/10/16 20:44
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